sabato 11 agosto 2007

SICUREZZA, MAI STATI PEGGIO DI COSÌ









QUESTA VOLTA IL PRESIDENTE NAZIONALE MICHELA VITTORIA BRAMBILLA IN PIENA ESTATE, FA IL PUNTO SULLA SICUREZZA E SU COME GLI ITALIANI AVVERTONO IL FENOMENO.
AL RIGUARDO, MI PERMETTO DI FARE UNA PICCOLA PREFAZIONE ALL'INTERVENTO DEL PRESIDENTE BRAMBILLA, INTANTO PER EVIDENZIARE CHE ANCORA UNA VOLTA HA DELINEATO UN QUADRO DEL TUTTO SOMIGLIANTE ALLA REALTA' DEI FATTI E POI ANCHE PER SOTTOLINEARE CHE LA SICUREZZA PER NOI DEL CIRCOLO DELLA LIBERTA' DI GRICIGNANO RAPPRESENTA UN RIFERIMENTO SU CUI INVESTIREMO TUTTE LE NOSTRE ENERGIE PER TENERE SEMPRE IN ALLERTA GLI ADDETTI AI LAVORI, IN UNA REALTA', QUAL'E' LA NOSTRA, DEFINITA PER LA SUA ORIGINE RURALE "TERRA DI LAVORO" MA DECISAMENTE PIU' CONOSCIUTA, PURTROPPO, COME "TERRA DI CRIMINALITA'". QUI, DOVE IL CONFINE TRA L'ILLEGALITA' E IL VIVERE CIVILE E' SEMPRE PIU RISICATO, DOVE AD ALIMENTARE IL GIA' NUMEROSO ESERCITO DEI SIGNORI DEL CRIMINE, CI PENSANO, COME SE NON BASTASSE, GLI EXTRACOMUNITARI IRREGOLARI CHE SI OFFRONO QUALI PRESTATORI D'OPERA IN UN AMBITO CERTAMENTE PIU' REMUNERATIVO DEL SOLITO LAVORO (DA) "NERO". QUI, DOVE SE DICI "CAVALLO" SI PENSA A QUELLO DI "RITORNO" (ESTORSIONE A SEGUITO DI FURTO D'AUTO) E NON CERTO ALL'INDISPENSABILE AIUTO CHE L'EQUINO HA FORNITO NEI CAMPI. SEMPRE QUI, DOVE IL PRIVATO DOMICILIO RAPPRESENTA FERTILE TERRENO DI CACCIA PER I "TOPI D'APPARTAMENTO" E DOVE LA MAFIA HA CAMBIATO ASPETTO, INVESTENDO CAPITALI IN OGNI DOVE E RICICLANDO ATTRAVERSO AZIENDE DELLE QUALI NON PRETENDE NEANCHE IL CONTROLLO DIRETTO, QUI CARA MICHELA, I CITTADINI LO SENTONO E COME IL PROBLEMA SICUREZZA, MA LA COSA CHE PREOCCUPA DI PIU'IN TUTTO QUESTO, A PARERE MIO, E' L'ASSUEFAZIONE AL PROBLEMA PER CHI VIVE ORAMAI NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE LE COSE NON CAMBIERANNO MAI.

Sebastiano Della Gatta

DI SEGUITO, L'INTERVENTO DI MICHELA VITTORIA BRAMBILLA SUL GIORNALE DELLA LIBERTA'

Si chiama sicurezza il problema che oggi allarma di più gli italiani. In Europa i nostri cittadini sono tra coloro che si sentono meno protetti nelle loro città. Ed è davvero sconcertante che questo Governo, abituato alla lotta, ma solo per garantire la propria sopravvivenza, continui a non avvertire tutta l'importanza che ha la questione. Eppure non c'è sondaggio d'opinione o ricerca sociale che non indichi ormai per tutti questa assoluta priorità. Proprio per tutti, anche per la maggior parte di coloro che malauguratamente hanno votato a sinistra nelle ultime elezioni. La verità è che questo Governo si riempie (e ci riempie) di parole, ma non pare avere la minima idea di quali strategie debbano essere adottate per contrastare una situazione che, sotto il profilo della sicurezza, va purtroppo degenerando, da tutti i punti di vista. Le maggiori carenze si avvertono oggi su almeno tre versanti. Primo: manca un serio ed articolato piano di prevenzione per i reati di cui si rende protagonista la criminalità comune. Secondo: a causa soprattutto dell'esiguità delle risorse messe a loro disposizione, le forze di polizia non possono operare adeguatamente sul fronte della prevenzione. Riescono a intervenire soltanto - e bisogna dire che lo fanno col massimo dell'abnegazione - sull'emergenza, cioè nei casi più disperati e quando furti, rapine ed estorsioni sono, in gran parte, già consumati. Terzo: anche se nessuno intende mettere in discussione la sua autonomia, la giustizia non opera come dovrebbe. Non vi è dubbio che troppo spesso l'applicazione delle leggi da parte dell'autorità giudiziaria presenti falle considerevoli con criminali che entrano, ma poi anche escono, dal carcere assai prima di aver scontato la pena per cui erano stati condannati. Ma c'è un altro punto su cui andrebbe fatta una seria riflessione. È più che giusto che le istituzioni impieghino oggi uomini, strutture ed ingenti risorse per contrastare ogni forma di terrorismo di matrice interna e internazionale. Tuttavia, l'alzare la guardia su questo versante non avrebbe dovuto escludere l'abbassarla su altri di certo non meno importanti. E invece purtroppo è accaduto proprio questo. Infatti le risorse per garantire al cittadino altre forme "ordinarie" di sicurezza sono state quasi dimezzate. E chi ne ha tratto un enorme vantaggio? Quelle organizzazioni criminali, italiane e straniere, che, piuttosto che pensare ad attentati, preferiscono lucrare ormai a mani basse sui business della droga, della prostituzione, del racket delle estorsioni o del riciclaggio di denaro sporco. Eh sì, è sconcertante il tipo di approccio che il Governo Prodi continua ad avere su questi problemi. I sindacati di polizia protestano perché il 50% delle volanti è bloccato in officina; perché non ci sono i soldi per pagare le riparazioni? Meglio assumere 60 mila precari nella scuola e così imbarcare (forse) un po' di consensi. I vigili del fuoco sono avviliti perché le loro autobotti restano sempre più spesso senza benzina? E che importa? Meglio distribuire a pioggia qualche sussidio, perché, se si torna alle urne, anche questi voti potrebbero essere utili. Intanto le nostre città annegano nell'insicurezza; la cocaina è diventata un prodotto da supermarket e, in certi quartieri, è meglio non avventurarsi, perché l'unico presidio esistente è quello della delinquenza. Per non parlare poi dell'immigrazione clandestina che, senza ormai più controlli, sta dilagando ovunque, con il suo carico di inevitabile criminalità. Eh no, caro Governo Prodi, non è questa la politica sociale che si merita questo Paese. Per noi fare politica sociale vuol dire tutelare anche, anzi prima di tutto, la sicurezza del cittadino, a qualsiasi ceto egli appartenga. Per noi politica sociale vuol dire attuare strategie che garantiscano la vivibilità delle nostre città, in ogni quartiere. Per noi fare politica sociale vuol dire adottare strategie che investano ingenti risorse sul fronte della prevenzione e non, come oggi sta purtroppo avvenendo, dare libero accesso ai pusher anche nelle scuole medie inferiori. Ecco perché non c'è proprio più posto, in Italia, per un Governo che ha saputo darci sempre più tasse e sempre meno sicurezza.

lunedì 6 agosto 2007

UN GOVERNO ALLO SBANDO E VI SPIEGO IL PERCHÉ


Anche d'estate, in vacanza o a casa, i cittadini continuano a porsi le stesse semplici domande, senza riuscire ad ottenere alcun tipo di convincente risposta. La prima: come mai il livello di efficienza dei servizi essenziali, dalla sicurezza ai trasporti, è così decisamente peggiorato? Il quesito è reso ancora più insistente dalla consapevolezza di una pressione fiscale senza precedenti e da una spesa pubblica che, nell'ultimo anno, si è enormemente gonfiata, tanto da superare il 50,1% di tutta la ricchezza prodotta in questo Paese. Insomma, dove finiscono i nostri soldi? E ancora: a che gioco sta giocando il Governo Prodi se, come pare ormai sempre più probabile, sta per arrivarci sulla testa una nuova "manovra" che preleverà dalle nostre tasche altri 21 miliardi di euro? Di certo non ci siamo dimenticati di quella dello scorso anno (34 miliardi, di cui 27 di nuove tasse), grazie alla quale molti italiani hanno dovuto rinunciare anche alle loro vacanze. È ormai fin troppo evidente che questo Governo sta approfittando dei nostri soldi per soddisfare clientele e non per fare il bene del Paese. Le vicende di questi ultimi dodici mesi sono, sotto il profilo della finanza pubblica, un vero e proprio romanzo. Tanto vale farne un succinto riepilogo, per essere sicuri di non perderci, a fine estate, la sorpresa delle nuove puntate. Quando nell'ottobre 2006 questa coalizione di governo si apprestò a varare la Finanziaria, si trovò di fronte ad una realtà che era politicamente inaccettabile per i partiti della maggioranza. Eh sì, perché avrebbe dovuto ammettere, conti alla mano, che le entrate, grazie al Governo precedente, erano aumentate ed anche in misura cospicua, quanto sarebbe bastato per planare su una legge 2007, che non prevedesse inasprimenti fiscali. Che si fece invece? Prodi e compagni nascosero il malloppo nelle cantine della Tesoreria e si cominciò a piangere miseria, che era poi l'unico modo per giustificare una manovra tritacarne, fatta soprattutto di nuove tasse. Ma c'era anche una più subdola spiegazione: bisognava trovare altro denaro fresco per accontentare gli ideologi della spesa, cioè coloro che da tempo aspettavano di poter punire il libero mercato, alimentando, invece, con pubblico denaro, i bacini elettorali che la coalizione di sinistra considerava più appetibili. E così si mette mano ad un rinnovo, economicamente assai oneroso, del contratto del pubblico impiego senza però ottenere in cambio nemmeno uno straccio di normativa che obbligasse ad una maggiore produttività ed efficienza. Così si immettono nella scuola migliaia di precari, ma non si fa nulla per migliorare la qualità dei servizi. E per l'Alitalia? Sei mesi a girarsi i pollici gettando soldi dalla finestra (più di un milione e mezzo al giorno), perché per un governo di sinistra sarebbe stato disdicevole contrattare con i sindacati una seria ristrutturazione dell'azienda. Insomma, tutto uno spendi e spandi mentre, intanto, l'indebitamento delle famiglie saliva dell'11% in un solo anno, raggiungendo la ragguardevole cifra di 493 miliardi di euro. Ma il vero capolavoro questo Governo lo ha fatto sul fronte della sicurezza. Da un lato, infatti, ha preparato un progetto di liberalizzazione degli ingressi degli immigrati, che solo per l'effetto annuncio ha triplicato, in pochi mesi, la presenza sul nostro territorio dei clandestini. Dall'altro lato ha tagliato cospicue risorse al ministero dell'Interno, l'unico che, invece, avrebbe dovuto contare su qualche soldo in più. Ha indebolito i controlli, consegnando di fatto nelle mani di ogni genere di criminalità buona parte delle nostre aree metropolitane. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza di milioni e milioni di cittadini. Si parla tanto, e spesso a vanvera, di "anti-politica". Ma da dove è nata, se non dalla scellerata sequenza di scelte di "questa" politica? La "loro" politica ha aumentato le tasse a tutti. Sulle pensioni ha inseguito il bene di pochi a scapito di quello dei molti rimasti esclusi persino dalla discussione. La politica di questo Governo ha incrementato la spesa pubblica, chiedendo sempre più soldi in cambio di nulla. Questo Governo e questa politica hanno finito per togliere agli italiani quel po' di vivibilità e di sicurezza che ancora, fino ad un anno e mezzo fa, cercavano di tenersi ben strette, passeggiando per le strade delle loro città. Tanto che vale la pena di girare ai nostri attuali governanti una sommessa domanda: ma si rendono conto o no che il Paese ormai non ne può proprio più di loro?

venerdì 3 agosto 2007

AN: FINI, LEALI CON BERLUSCONI MA SERVE RILANCIO

Alleanza nazionale è "leale" con Silvio Berlusconi al quale riconosce la leadership del centrodestra, ma ritiene che "Forza Italia sia schierata nella difesa di posizioni acquisite". E' questa la linea indicata dal presidentedi An, Gianfranco Fini, all'Assemblea nazionale del partito.
L'ex ministro degli Esteri ha invitato tutti i militanti e i dirigenti a un rilancio della politica di An: "C'è molto da fare. Ci sono molti temi sui quali la destra non può rinunciare a spendere la sua parola. An deve accettare le nuove sfide della politica". Fini ha quindi chiesto che venga rafforzata "l'immagine identitaria" di An: "In Italia - ha detto - la destra c'è e siamo noi, non è Forza Italia. A difendere nel nord le aspettative deluse della gente c'è ancora An, non c'è la Lega Nord".
Nelle prospettive indicate dal leader di An ci sono "candidati credibili di An nelle competizioni elettorali perchè solo così si vince". "Siamo portatori - ha concluso Fini - dell'idea di un grande rinnovamento del centrodestra e questo processo deve partire proprio da noi che dobbiamo diventare il partito-polo dell'intero schieramento. Non intendiamo accettare il complesso del cugino povero all'interno della coalizione".

Fonte : Agenzie

mercoledì 1 agosto 2007

Forza Italia e il Circolo Specchio entusiasti del neonato Circolo della Libertà



Il Circolo della Libertà a Gricignano rappresenta una piacevole novità, penso che possa apportare un contributo determinante nel quadro politico locale ed in particolare alle forze di centro destra - è il commento del coordinatore cittadino di Forza Italia Luigi Aquilante che aggiunge - auguro pertanto a tutti i soci ed al Presidente Sebastiano Della Gatta, un buon lavoro e nel contempo rinnovo la totale disponibilità della locale sezione di F.I al dialogo con tutte le forze di centro destra per rinsaldare l’unità di convinzioni, di valori, di ideali che dovrebbero, a parer mio, fondersi in un percorso politico unitario.

Il Circolo Specchio attraverso il giovane delegato all’area politica Domenico Fioretti commenta: Fatte salve le tematiche di carattere nazionale a cui penso si dedicherà il Circolo della Libertà, ritengo che a livello locale possa rappresentare, tra l’altro, una notevole spinta all’azione politica di opposizione condotta dai consigliere Carmine Della Gatta e Giuseppe Iuliano, tra i soci fondatori del sodalizio. Al Presidente invece, al quale riconosco le capacità e le indubbie qualità morali, lancio l’invito a spronare il dialogo con tutte le “anime” di centro destra. Intanto, faccio le mie più sentite congratulazioni, augurando ai componenti del Circolo della Libertà un buon lavoro.