venerdì 28 settembre 2007

I NOSTRI GIOVANI SONO I VERI CLANDESTINI


Ecco i clandestini che dovrebbero essere regolarizzati! Sono i giovani italiani, i nostri figli e fratelli, che vivono tra noi come stranieri. E non per loro scelta. Si sentono estranei in questo Paese, spettatori o vittime della vita che si trovano apparecchiata. Non protagonisti. I risultati del sondaggio che oggi pubblichiamo dovrebbero indurre a qualche seria riflessione. Anche se qualcuno subito dirà: ma che novità è quella di sapere che il 69% dei giovani non ha oggi un buon rapporto con la società che li circonda? Notizia vecchia, anzi trita e ritrita. Passiamo oltre? No, io non credo che si possa liquidare così il problema. A me che non ho ancora quarant'anni questo sondaggio fa ghiacciare il sangue nelle vene. Le emergenze del Paese non sono solo quelle che riguardano l'economia o i conti pubblici. E la questione giovanile è oggi dimenticata. Spenti i riflettori dell'ideologia, sembra che i giovani italiani non siano più un problema di nessuno. Eppure è come se la maggior parte di questi giovani trascurati e non capiti - questo è appunto il senso delle loro risposte - vivesse in un altro fuso orario o addirittura in un altro pianeta. Tutti lo sanno, tutti lo sentono, tutti si allarmano per le stragi del sabato sera, per la diffusione delle droghe e per gli episodi di bullismo e di violenza quotidiana. E poi? Tutti di nuovo si immergono nel tran tran quotidiano che non dà tregua e toglie anche la voglia di pensare a quel che accade. E a quel che si può cambiare. Scorreteli, invece, i dati di questo sondaggio, soppesateli e valutateli nel giusto modo e avrete all'improvviso davanti agli occhi lo squarcio di una realtà che non è fatta né di marziani né di fantasmi. Si tratta invece di coloro cui spetterà domani la responsabilità di guidare questa società e magari, se ne saranno capaci, anche di cambiarla, migliorandola un poco, visto che, in quella attuale, oggi essi vivono malamente, come estranei. A noi spetta oggi una responsabilità "non trasferibile". Non solo. A volte ci capita di guardare con stupore alle platee di giovani e giovanissimi che si ritrovano sotto il palco di un predicatore o di una rock star. E non riusciamo a capire perché. Siamo solo capaci di scandalizzarci se in loro, nei giovani italiani, vediamo gonfiarsi le vele di quell'antipolitica. Ancora una volta chi governa ha un dovere in più. Oneri e onori di chi si assume ruoli pubblici. Il 79% dei giovani intervistati - e addirittura l'81% delle ragazze - accusa oggi apertamente l'attuale Governo di non aver fatto nulla, proprio nulla in tema di politiche di sostegno per i giovani. Allora sarà bene che questa sinistra, arrogante come pochi altri, quando si tratta di esporre idee di grandi riforme proiettate verso il futuro, si guardi bene allo specchio e cominci a riflettere su quale sia veramente la sua identità. E la sua capacità di rappresentare la gente comune. Un altro esempio? L'80% dei giovani tra i 18 e i 24 anni dichiara di volere un sindacato che finalmente tuteli davvero i loro interessi. Ma allora le tre grandi confederazioni sindacali, e soprattutto la Cgil, quali interessi stanno, invece, tutelando? Ecco, appunto, si vede che i loro "protetti", i loro "garantiti", lo zoccolo duro dei loro iscritti stanno altrove, pensionati e pensionandi in gran numero. Certo, li coccolano con tanta insistenza perché, se anche loro si decidessero, per qualche valido motivo, a stracciare la tessera, la Cgil rischierebbe di diventare una scatola vuota; tanti lustrini fuori ma niente dentro. Ma questo problema, in fondo, ci interessa poco, perché se questi sindacati hanno deciso di guardare indietro anziché avanti è solo affar loro. Peccato per la loro storia tradita, peccato per quello che potrebbero fare, ma non fanno. Tuttavia, facciano pure, tanto arriverà chi saprà fare sindacato in un modo diverso e meglio di loro. Lo stesso potremmo dire per questa sinistra incapace di capire la società che vorrebbe governare. L'autorevolezza dell'istituto che ha condotto il nostro sondaggio rassicura tutti sul fatto che nulla è stato pilotato. Il giudizio che esce dall'opinione dei giovani italiani è duro e crudo; ma soprattutto sincero. E per questa politica della sinistra italiana si tratta dell'ennesima sonora bocciatura. Ci interessa però guardare avanti. Non al presente che delude, ma al futuro che soprattutto i giovani chiedono. Vogliamo guardare a un'altra politica, quella che crede nei valori fondanti della libertà e del merito, gli unici strumenti in grado di offrire possibilità ai giovani. Guardiamo alla politica che lavora per il rinnovamento e per lo sviluppo di questa società. Si badi bene che i giovani - il sondaggio dice anche questo - credono ancora e fortemente nella democrazia e nei valori della famiglia, ma non sanno che farsene di Istituzioni, di politiche, di apparati e di consorterie nelle quali ormai stentano a riconoscersi. Cosa deve pensare, ad esempio, un giovane che non riesce a mettere insieme ogni mese nemmeno i soldi per l'affitto, quando legge sui giornali statistiche e resoconti sui costi esorbitanti dei palazzi della politica e del nostro apparato pubblico? Ovviamente il peggio del peggio. E poi ci si meraviglia che, in questa società, egli si muova ormai come un corpo estraneo, neanche fosse anche lui un clandestino.
(MVB Presidente Naz.Circolo della Libertà)

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